Da Lithos ad ANELITHOS: la rassegna di Ferla compie 26 anni e si rinnova nel segno della ricerca

Ventisei anni dopo, Lithos cambia nome senza cambiare anima. Nasce ANELITHOS, la nuova parola scelta per raccontare la 26ª edizione della rassegna nazionale di musica popolare, acustica e contemporanea, in programma a Ferla dal 4 al 6 settembre 2026, nella suggestiva cornice della Scalinata dei Cappuccini.

ANELITHOS nasce dall’incontro tra anelito e Lithos: una parola nuova per raccontare un percorso che affonda le proprie radici in una storia lunga 26 anni, ma continua a cercare nuove direzioni. Un anelito è desiderio, respiro, tensione verso qualcosa: è quella spinta che porta la musica a incontrare altri linguaggi, altri territori, altre sensibilità. E proprio questa tensione attraversa il programma della nuova edizione, ideata e diretta artisticamente da Carlo Muratori, con una proposta che intreccia tradizione e contemporaneità, ricerca e memoria, voce e ritmo.

Si comincia venerdì 4 settembre, alle 21.30, con Vincent Migliorisi e il suo In deep and dance, insieme a Francesco Emanuele, Giona Migliorisi e Giovanni Monisteri. Alle 22.15 sarà la volta de I Pupi di Surfaro, con Sogno di un Uomo Ridicolo. Sabato 5 settembre, alle 21.30, spazio a Nando Brusco e al suo Tamburo è Voce… Battiti di un Cantastorie, un viaggio nel rapporto ancestrale tra parola, ritmo e racconto. Alle 22.15 sarà Carlo Muratori, con la sua band, a portare sul palco Storie. La rassegna si chiuderà domenica 6 settembre, alle 21.30, con uno degli appuntamenti più attesi: il concerto del Canzoniere Grecanico Salentino, tra le realtà più rappresentative della musica popolare italiana contemporanea.

«Una rassegna che arriva alla sua ventiseiesima edizione non può limitarsi a celebrare ciò che è stato. Deve avere ancora qualcosa da desiderare. ANELITHOS nasce proprio da questa idea: custodire una storia, ma non smettere di metterla in movimento», dichiara il sindaco di Ferla Michelangelo Giansiracusa. Per il direttore artistico Carlo Muratori, «Lithos è diventato negli anni un luogo prima ancora che un festival: un luogo dove la musica può ricordare da dove viene e, nello stesso momento, provare ad andare altrove. ANELITHOS è il nome che abbiamo dato a questa inquietudine felice».

Tre serate, cinque proposte artistiche e un unico palcoscenico naturale immerso in uno dei Borghi più Belli d’Italia: la Scalinata dei Cappuccini, che ancora una volta diventa il punto d’incontro tra musica, paesaggio e comunità.

𝑬𝒎𝒂𝒏𝒖𝒆𝒍𝒂 𝑻𝒓𝒂𝒍𝒐𝒏𝒈𝒐
𝐺𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑖𝑠𝑡𝑎
𝑇𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑎 𝑛. 148132

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