Elisabetta Czacka (al secolo Rosa) nacque il 22 Ottobre 1876 a BiałaCerkiew, una piccola città dell’area ucraino-russa. Fin da bambina soffrì di problemi agli occhi, aggravati da una caduta da cavallo durante l’adolescenza, fino a perdere completamente la vista nel 1898. Questa prova la portò a maturare una più profonda vita interiore, alimentata dalla preghiera e dalla ricerca della propria vocazione.
Nei primi anni del Novecento si dedicò all’assistenza dei non vedenti. Nel 1909, insieme ad alcuni amici, fondò un’associazione e in seguito aprì una casa di accoglienza per ragazze non vedenti, offrendo loro nuove opportunità anche sul piano lavorativo.
Nel 1916 entrò nel Terzo Ordine di San Francesco e pronunciò i primi voti, assumendo il nome di Elisabetta. Tornata a Varsavia, diede forma alla sua missione fondando le Suore Francescane Ancelle della Croce, le cui Costituzioni furono approvate nel 1922. Fu una religiosa esemplare, animata da intensa preghiera e da un profondo amore per Dio e per il prossimo. Visse quotidianamente le virtù cristiane, testimoniando la presenza di Gesù nella comunità e nel servizio ai più fragili. Educatrice instancabile, promosse con bontà e prudenza la crescita umana e spirituale di quanti incontrava, vivendo con coerenza i valori della vita consacrata fino all’eroicità dell’amore oblativo.
Nel 1947 lasciò la guida dell’Istituto. L’anno seguente fu colpita da un’emorragia cerebrale. Le sue condizioni di salute peggiorarono progressivamente, senza però indebolire la sua forza spirituale.Morì a Varsavia il 15 maggio 1961.
La beatificazione
Il decreto sull’eroicità delle sue virtù fu promulgato il 9 Ottobre 2017.
Per la beatificazione di Elisabetta Czacka, la Postulazione della Causa presentò alla Congregazione il caso di una presunta guarigione miracolosa attribuita alla sua intercessione: quella di una bambina colpita da un gravissimo trauma cranicoencefalico e facciale con coma profondo. L’episodio avvenne a Varsavia nel 2010. Il 29 agosto di quell’anno, all’età di sette anni, K. fu colpita alla testa e al volto da una pesante altalena di legno, riportando un grave trauma cranio-facciale e perdendo immediatamente conoscenza. Ricoverata in ospedale in condizioni gravissime, fu sottoposta a due interventi neurochirurgici. Il 13 Settembre 2010 il quadro clinico migliorò in modo inatteso e continuò a migliorare nei giorni successivi. Il 5 Novembre 2010 fu dimessa in buone condizioni di salute.
Fin dal momento dell’incidente, per la guarigione della bambina fu invocata l’intercessione della Beata. L’iniziativa partì dalla zia della piccola, religiosa della Congregazione da lei fondata, che coinvolse anche le consorelle della comunità nella recita della novena.
Salvatore BISICCHIA
Immagine reperita su web;








