Il furto di tre tavole del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e della tavoletta bifronte dal MuMe, avvenuto nella sera di Ferragosto, lascia Messina profondamente ferita.
Mariateresa Zagone, storica dell’arte e già impegnata nella sezione didattica del museo, esprime dolore ma anche una rabbia che non può essere ignorata. Non per cercare colpevoli prima della conclusione delle indagini, ma per chiedere risposte sulle responsabilità istituzionali e sulle condizioni di sicurezza del museo.
Se, come riferito, allarmi e telecamere erano attivi, bisogna capire come sia stato possibile eluderli, quali procedure fossero previste e se le misure di sicurezza fossero adeguate alla tutela di opere di questo valore.
La questione riguarda anche il modo in cui viene amministrata la cultura a Messina. Non bastano eventi, inaugurazioni e dichiarazioni quando qualcosa viene perduto. Servono risorse e attenzione quotidiana per conservazione, sicurezza, ricerca, didattica e fruizione dei musei.
Antonello non è soltanto uno dei più grandi artisti del Rinascimento europeo, è parte della storia e dell’identità di Messina. Per questo, secondo Zagone, oggi non servono altre dichiarazioni solenni sulla sua importanza, ma risposte chiare su ciò che è stato fatto, su ciò che non è stato fatto e, soprattutto, su ciò che verrà fatto perché una tragedia simile non si ripeta.
Il dolore è reale. Ma da solo non basta. Adesso servono fatti.
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