Tra le immagini più suggestive e identitarie della festa di San Sebastiano a Melilli ci sono loro: i “Nuri”, i devoti che ogni anno animano il pellegrinaggio e le Celebrazioni con una presenza scenica e spirituale unica.
Il termine “Nuri” indica i fedeli vestiti di bianco, simbolo di purezza e promessa di devozione. La loro figura si distingue subito nella folla: tuniche candide, spesso semplici e leggere, strette in vita da una fascia rossa che richiama il martirio del Santo. Il contrasto dei colori – bianco e rosso – non è casuale: racconta visivamente il legame tra fede, sacrificio e speranza.
Molti portano anche fazzoletti, ceri o oggetti votivi, segni concreti del loro cammino di ringraziamento o richiesta di grazia. A completare l’immagine, spesso scalzi o con scarpe semplici, avanzano tra le vie della città con passo lento e cadenzato, seguendo il ritmo della processione.
Il momento più intenso per i nuri è quello dell’incontro con il simulacro del Santo: un gesto carico di emozione che si ripete ogni anno, tra lacrime, preghiere e applausi della folla. È in quel momento che il loro ruolo diventa centrale, trasformando la devozione personale in esperienza collettiva.
I colori dei loro vestiti, la disciplina del cammino e la partecipazione silenziosa ma visibile fanno dei nuri non solo una tradizione, ma un simbolo vivo dell’identità di Melilli. Una presenza che lega passato e presente, mantenendo intatto il significato profondo della festa dedicata a San Sebastiano.
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