Non sono semplici biscotti. A Siracusa, i Totò sono l’odore del 2 novembre.
Morbidi, scuri, profumati. Dentro c’è tutto l’autunno siciliano: farina, cacao amaro, zucchero, cannella, chiodi di garofano, scorza d’arancia candita e d’arancia fresca. Fuori, la glassa che li rende inconfondibili: bianca al limone, la più classica, o al cioccolato fondente.
Il nome? C’è chi dice venga da “tutto tondo”, per la forma originaria. A Siracusa però li facciamo a forma di mezza luna, di S.
La tradizione vuole che siano i dolci che i Morti portano ai bambini. La notte tra l’1 e il 2 novembre, secondo il racconto delle nonne aretusee, i defunti lasciano le tombe e nascondono nelle case i cannistri con frutta martorana, pupi di zucchero e, appunto, i Totò.

Non si trovano tutto l’anno. Solo ora, nell’ultima settimana di ottobre, spuntano nei forni di via Maestranza, in Ortigia e in ogni pasticceria di quartiere. E se li mangi appena sfornati, con la glassa ancora che si scioglie, capisci perché a Siracusa la Festa dei Morti non fa paura: sa di buono.
Foto reperita dal web;








