Il 29 giugno a Palazzolo Acreide è un appuntamento con il sacro che sfida i limiti della resistenza umana. Allo scoccare delle ore 13:00, sotto un sole cocente che infiamma le piazze e le stradine barocche, la comunità si stringe attorno al suo Patrono, San Paolo Apostolo, in una prova di fede che lascia senza fiato.
È il momento culminante, quello in cui la commozione collettiva si fonde con lo sforzo fisico dei portatori a spalla nuda. Caricarsi sulle spalle il peso del Simulacro e delle Reliquie, resistendo al calore torrido del mezzogiorno ibleo, non è soltanto un atto di fatica, ma un profondo legame viscerale tra il devoto e il Santo.
Mentre il cielo si colora della pioggia festosa dei ‘nzareddi e l’aria vibra per i fuochi, la processione avanza. Sotto il sole che batte implacabile, quelle spalle nude diventano il simbolo vivente della devozione di Palazzolo: un sacrificio consapevole, un rito che si tramanda di generazione in generazione e che, anche quest’anno, rinnova l’identità più profonda di un intero popolo.
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