Direttore: Cinque anni fa arrivavi a Sambuca di Sicilia quasi per caso. Ti saresti mai aspettato di chiamarla “casa”?
Domenico Cicciò: Assolutamente no. Doveva essere solo una vacanza. Invece, dopo pochi giorni, capii che dentro di me stava succedendo qualcosa. Sambuca aveva un’energia speciale, difficile da spiegare. Mi sembrava di essere arrivato a Hollywood, ma nel senso più autentico del termine: storie incredibili, incontri speciali, sogni che sembravano prendere forma.
Direttore: E uno dei primi incontri fu quello con Lorraine Bracco.
Domenico Cicciò: Sì, ed è stato quasi surreale. Lei aveva già scelto Sambuca di Sicilia anni prima acquistando una delle famose case a un euro e raccontando tutto in televisione. Io ho sempre amato il mondo dello spettacolo, quindi quell’incontro mi sembrò quasi un segno del destino.
Direttore: Eppure arrivavi da una vita completamente diversa.
Domenico Cicciò: Molto diversa. Per anni ho girato tra Roma, Milano e la Calabria lavorando intensamente nel mondo dei grandi eventi: matrimoni, inaugurazioni, aperture di centri commerciali e collaborazioni con diverse aziende calabresi. Una vita frenetica che mi aveva dato tanto, ma che mi aveva anche svuotato. Sentivo il bisogno di rallentare e ritrovare autenticità.
Direttore: E Sambuca ti ha restituito tutto questo?
Domenico Cicciò: Sì. Qui ho trovato un’anima. Ho conosciuto persone vere, sincere. Ho trovato amicizie importanti e anche il mio cane Babbaluci, che oggi è il mio compagno di vita e di avventure. Senza accorgermene, ho iniziato a sentirmi parte di questa comunità.
Direttore: Da una vacanza sei passato a lavorare in un bar e poi persino in gioielleria.
Domenico Cicciò: Esatto. Accettai un lavoro in un bar dicendo: “Solo per un mese”. Ma quel mese diventò una nuova vita. Poi incontrai una splendida famiglia che gestiva una gioielleria e decisi di rimettermi in gioco ancora una volta. Mi sono sempre piaciute le sfide.
Direttore: In questi anni sei diventato molto attivo nel borgo.
Domenico Cicciò: Sambuca mi ha dato la possibilità di reinventarmi continuamente. Ho collaborato con la Pro Loco, con l’Armadio Solidale, organizzato moto raduni, White Party, “Mercanti di Notte” e tanti altri eventi. Ho persino creato “Lo Scrigno di Zabut”, un dolce che racchiudeva i sapori della Sicilia: cannella, ricotta e datteri.
Direttore: C’è stato un episodio che ti ha fatto capire davvero la forza di questo paese?
Domenico Cicciò: Sì, quando iniziai i lavori della mia casa. Cercavo imprese locali, ma nessuno riusciva a prendere l’impegno. All’inizio ero scoraggiato, poi capii il motivo: tutte le ditte di Sambuca avevano lavoro per almeno due anni.
E lì ho capito una cosa bellissima: in un piccolo borgo come questo nessuno era fermo. C’era lavoro, movimento, opportunità. Alla fine mi affidai a una ditta di Sciacca, ma dentro di me provai una grande gioia nel vedere un paese così vivo.
Direttore: Oggi la tua storia arriva anche in televisione grazie a realtimetv.it Che emozione stai vivendo?
Domenico Cicciò: Grandissima emozione. La troupe era in Sicilia alla ricerca di storie particolari e ha incontrato la mia. O meglio, la nostra: la mia e quella di Babbaluci.
Sapere che tra pochi giorni ci sarà il mio esordio televisivo mi fa ripensare a quel primo giorno in cui arrivai qui quasi per caso, senza immaginare che Sambuca mi avrebbe regalato una seconda possibilità.
Direttore: Se oggi dovessi lasciare un messaggio a Sambuca di Sicilia?
Domenico Cicciò: Direi semplicemente grazie.
Perché questo borgo non mi ha soltanto accolto. Mi ha fatto sentire parte di una famiglia, mi ha dato nuove opportunità e mi ha regalato una nuova storia da vivere.
Angelo DI Tommaso
Foto reperita dal web








