Il sole di Maggio illumina le pietre bianche di Ortigia, mentre l’aria è carica di attesa e tradizione. Domenica 10 maggio 2026, Siracusa vive uno dei momenti più intimi e partecipati del suo calendario religioso: l’Ottava di Santa Lucia, la chiusura dei festeggiamenti che commemorano il miracolo della fine della carestia del 1646.
Dopo una settimana di permanenza nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dove migliaia di fedeli hanno reso omaggio al simulacro argenteo, la Santa Patrona si appresta a tornare “a casa”, nella sua Cappella all’interno della Cattedrale. Il rito dell’Ottava non è solo una conclusione, ma un rinnovato abbraccio tra la città e la sua “Vergine siracusana”.
La processione del 10 Maggio, che inizierà nel pomeriggio alle ore 18.30, vedrà il simulacro attraversare le vie del centro storico di Ortigia, portato a spalla dai “berretti verdi”. È un cammino lento, scandito dalle invocazioni dei portatori.
Il programma ufficiale delle celebrazioni: ore 08:00 – 11.30 – 17.30: Sante Messe nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia. Ore 18:30: Inizio della solenne processione delle Reliquie e del Simulacroper le vie di Ortigia.
La festa di maggio, popolarmente nota come “Santa Lucia delle Quaglie“, ricorda l’arrivo provvidenziale di navi cariche di grano nel porto di Siracusa proprio mentre la popolazione stremata pregava la Santa. La tradizione narra che furono delle quaglie a entrare in città per annunciare l’arrivo del convoglio, motivo per cui ancora oggi si ripete il suggestivo lancio di colombi viaggiatori durante la prima domenica del mese.
Il culmine della serata avverrà in Piazza Duomo. Il simulacro, tal suono a festa delle campane, farà il suo ingresso nella Cattedrale. Prima della chiusura definitiva della nicchia, la preghiera e l’ultimo grido “Siracusana è!” suggelleranno un legame che i secoli non hanno scalfito.
Mentre le luci della festa si spengono, Siracusa custodisce sempre nel cuore la luce di Lucia, in attesa del prossimo incontro di Dicembre, con la consapevolezza che la protezione della sua Patrona non abbandona mai la città.
Angelo DI TOMMASO
Foto di Francesco MONCADA








