La squadra che deciderà le sorti del Leone d’Oro è finalmente al completo. Il Consiglio di Amministrazione della Biennale, accogliendo la proposta del Direttore artistico Alberto Barbera, ha ufficializzato la composizione della giuria
internazionale del Concorso della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre 2026.
A guidare i giurati sarà, come già annunciato lo scorso aprile, la regista, attrice e produttrice statunitense Maggie Gyllenhaal. Una scelta dal forte imprinting d’autore per il Lido: la Gyllenhaal, reduce dal lancio del suo ultimo e atteso film La sposa! (The Bride!), ha un legame profondo con il festival veneziano, dove nel 2021 vinse il premio per la miglior sceneggiatura con il suo folgorante esordio alla regia La figlia oscura (The Lost Daughter).
“Venezia ha sempre sostenuto voci autentiche e uniche, e sono onorata di contribuire a portare avanti questa tradizione coraggiosa”, aveva
dichiarato l’artista accettando l’incarico.
Se la presidenza Gyllenhaal promette uno sguardo indipendente e attento alle psicologie complesse, sono i restanti sei nomi a comporre un mosaico geopolitico e artistico di altissimo livello. Un mix che spazia dal cinema di genere asiatico alla saggistica accademica, fino alle frontiere sonore della settima arte.
Ecco i sei giurati che siederanno accanto alla presidente sul red carpet del Lido – Kaouther Ben Hania (Tunisia): Tra le voci più potenti del cinema arabo contemporaneo, reduce dallo straordinario trionfo dello scorso anno proprio a
Venezia, dove ha conquistato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria con The Voice of Hind Rajab. Johnnie To (Hong Kong): Maestro indiscusso del cinema d’azione e del noir
asiatico, una leggenda vivente che porta in dote al Lido decenni di sapienza geometrica della messa in scena. Xavier Giannoli (Francia): Regista e sceneggiatore transalpino, autore raffinato (già pluripremiato ai César per Illusioni perdute) capace di sezionare con cinismo e
precisione le derive della società moderna.
Daniel Blumberg (Regno Unito): Musicista, artista visivo e compositore di punta, fresco vincitore di Premio Oscar e BAFTA per la titanica colonna sonora di The Brutalist di Brady Corbet. Shahrbanoo Sadat (Afghanistan): Giovane e coraggiosa regista e sceneggiatrice
afghana, la cui poetica documentaristica e di finzione rappresenta uno sguardo politico fondamentale sui diritti e le identità minacciate Francesco Casetti (Italia/USA): Sterling Professor of Humanities and Film and
Media Studies alla Yale University. La quota italiana è rappresentata da uno dei massimi teorici del cinema e dei media a livello globale.
I sette giurati avranno l’arduo compito di assegnare i premi ufficiali – tra cui il Leone
d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la miglior regia e le Coppe Volpi per le
interpretazioni – con una regola ferrea ribadita dallo statuto: non sono ammessi ex
aequo per i riconoscimenti principali. La caccia al successore del Leone d’Oro è
ufficialmente aperta; la palla passa ora alla selezione ufficiale dei film, che verrà svelata il prossimo 23 Luglio.
Marco PIRAS
Foto di repertorio;








