La Celebrazione vissuta nel giardino di Salvo e Delia appartiene alla dimensione dei giorni che restano impressi nella memoria di una comunità perché capaci di trasformare la semplicità in qualcosa di straordinario.
In uno scenario intimo e familiare, Salvo e Delia oggi hanno celebrato il loro decimo anniversario di matrimonio. Dieci anni vissuti insieme attraversando gioie, sacrifici e prove. Dieci anni in cui il loro amore ha saputo resistere anche davanti alla sofferenza imposta dalla SLA, che ha cambiato il corpo di Salvo senza mai riuscire a scalfire la forza del loro legame.
La Santa Messa, intensa e profondamente partecipata, è stata presieduta da don Alessandro Genovese, il sacerdote che dieci anni fa aveva benedetto il loro matrimonio, insieme al parroco don Giuseppe Gurciullo e a fra Stefano, i francescani di Santa Lucia al Sepolcro, comunità spirituale alla quale Salvo e Delia hanno scelto di legare il proprio cammino di fede.

Oltre settanta persone, tra familiari, amici e compagni di percorso, si sono raccolte attorno a loro come parte viva di una storia che nel tempo è diventata patrimonio condiviso da tanti.
Durante l’omelia, don Alessandro ha detto: «Grazie, Salvo, che ci lasci lo stupore di questo giorno». Tra i rami degli ulivi e il canto della comunità il pensiero rivolto a Graziano nel giorno del suo compleanno, fratello di Delia. Una presenza percepita nel cuore di molti, affidata al vento che ha accarezzato il giardino e a quel cielo che, al calare della sera, già sembra custodirlo tra le stelle.
I canti, le preghiere, gli sguardi e i silenzi hanno accompagnato una celebrazione che è stata una testimonianza. Una lezione silenziosa di umanità e di fede.
Al termine della Celebrazione, la festa è proseguita con un momento conviviale condiviso con tutti i presenti. Le tavole preparate nel giardino, il servizio del catering, le conversazioni tra amici e familiari, le risate ritrovate hanno restituito alla giornata il volto della gioia. Ma chi era presente sa che qualcosa di più profondo è accaduto.
Perché quel giardino, per qualche ora, è diventato il luogo in cui l’amore ha mostrato il suo volto più autentico: non quello che promette di evitare la sofferenza, ma quello che sceglie di attraversarla senza smettere di amare.
E forse è proprio questo il dono che Salvo e Delia hanno lasciato ai loro amici e alla loro comunità nel giorno del loro anniversario: la certezza che esistono promesse capaci di resistere al tempo, alla prova e alla fragilità, diventando luce per chiunque abbia la fortuna di incontrarle.
Angelo DI TOMMASO
Foto reperita dal web








