Quello che Padre Pio inaugurò il 5 Maggio 1956 non era semplicemente un ospedale, ma un «tempio di preghiera e di scienza». A distanza di sette decenni, quella visione visionaria continua a pulsare tra le mura della Casa Sollievo della Sofferenza, un’istituzione che ha saputo evolversi in un polo di ricerca avanzata senza mai smarrire la propria vocazione originaria: la centralità della persona malata.
Le celebrazioni per questo importante traguardo sono state suggellate dalla presenza del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. Durante il suo intervento, il porporato ha tratteggiato l’identità profonda dell’opera, definendola un «segno concreto della carità cristiana».
“La missione di questo luogo non è solo curare i corpi, ma generare speranza attraverso la prossimità e la tenerezza del Vangelo” – Cardinale Pietro Parolin.
Oggi la Casa Sollievo della Sofferenza è un IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) di rilievo nazionale, dove la complessità della ricerca genetica e delle biotecnologie si affianca quotidianamente alla cura clinica. L’anniversario non è stato dunque solo un esercizio di memoria, ma l’occasione per ribadire l’impegno futuro: mettere la scienza al servizio della vita, custodendone la dignità in ogni sua fase.
In un mondo sanitario sempre più tecnologico e spesso impersonale, il modello di San Giovanni Rotondo resta una sfida aperta. Celebrare i 70 anni della Casa significa riconoscere la forza di un’intuizione che ha trasformato un aspro promontorio pugliese in un faro di speranza per migliaia di pazienti.
La sfida per i prossimi decenni rimane la stessa lasciata in eredità dal Santo di Pietrelcina: continuare a curare con le mani della scienza e il cuore della fede.
Salvatore BISICCHIA
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