Piazza Archimede, dove il marmo si fa acqua. La statua di Diana e l’eterno mito di Aretusa

Nel cuore pulsante di Ortigia, la Fontana di Diana non è solo un monumento, ma un palcoscenico di pietra dove ogni giorno va in scena il mito fondativo di Siracusa. Situata al centro di Piazza Archimede, quest’opera realizzata agli inizi del Novecento dallo scultore Giulio Moschetti incanta per la sua capacità di trasformare il marmo in una narrazione dinamica e vibrante.

Il gruppo scultoreo racconta il momento culminante di un inseguimento leggendario. Al centro svetta la dea Diana, fiera e protettrice, colta nell’istante in cui soccorre la ninfa Aretusa. Sotto lo sguardo impotente del dio fluviale Alfeo, che cerca invano di afferrarla, la ninfa scivola verso l’acqua, dando inizio alla metamorfosi che la renderà la fonte più celebre della città.

Attorno ai protagonisti, la fontana esplode in un vortice di creature marine – Tritoni muscolosi che cavalcano i flutti. Cavalli marini e mostri che emergono dalle acque. Zampilli che non sono semplice decorazione, ma parte integrante del movimento, simulando l’impeto del mare e la trasformazione della ninfa.

Circondata dalla scenografia dei palazzi storici che spaziano dal gotico al liberty, la Fontana di Diana rimane il punto esatto in cui storia, leggenda e bellezza si fondono, ricordando a chiunque la osservi che a Siracusa il mito è una presenza viva, che scorre incessante come l’acqua delle sue fonti.

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