Pompei non è soltanto un luogo di memoria legato al grande passato romano. È una terra di rinascita, dove la fede ha preso forma attraverso la storia sorprendente di un uomo che aveva conosciuto il buio: Bartolo Longo. Ex avvocato, segnato da inquietudini spirituali e da un passato tormentato, Longo (oggi Santo) trovò nella Vergine Maria la via della pace. Da quel momento, la sua vita divenne un’opera di misericordia.
Fu lui a dare origine al Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, trasformando una valle desolata in un centro di carità, preghiera e accoglienza per i più fragili. Il 13 Novembre 1875 giunse a Pompei un quadro semplice, quasi rovinato, raffigurante la Madonna del Rosario con san Domenico e santa Caterina da Siena.
Bartolo Longo lo fece restaurare e lo pose in una piccola chiesa rurale. Da quel momento iniziarono a moltiplicarsi grazie, guarigioni, conversioni, attirando pellegrini da ogni parte d’Italia.Nel 1876, grazie alla generosità della contessa Marianna De Fusco e di tanti benefattori, iniziarono i lavori per un grande tempio dedicato alla Vergine del Rosario. Il Santuario crebbe insieme alle opere di carità volute da Longo: orfanotrofi, scuole, case per i figli dei carcerati. La sua intuizione più luminosa fu la Supplica alla Madonna di Pompei, una preghiera che ogni anno, l’8 Maggio e la prima domenica di Ottobre, unisce milioni di fedeli in un unico coro.
La Supplica è un grido del cuore, un affidamento totale alla Madre. In uno dei suoi passaggi più celebri, Longo esclama:«O Regina del Santo Rosario…»parole che aprono un dialogo di fiducia, consegna e speranza.
Ancora oggi, chi entra nel Santuario percepisce la stessa forza che animò Bartolo Longo: la certezza che Maria non abbandona nessuno, soprattutto chi soffre. Pompei è diventata così un luogo di guarigione interiore, dove ogni pellegrino porta la propria storia e riceve, in cambio, uno sguardo materno che consola e rialza.
Salvatore BISICCHIA
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