Siracusa ha ricordato Mario Francese e Pippo Fava: “Non eroi, ma giornalisti liberi”

Una sala “Paolo Borsellino” gremita di studenti ha fatto da cornice, il 10 Aprile, alla commemorazione di Mario Francese e Pippo Fava organizzata dal Comune di Siracusa. Un momento intenso, costruito attorno a un messaggio chiaro: niente retorica degli eroi, ma il valore concreto di due giornalisti che hanno svolto il proprio lavoro con coraggio, rigore e senso civico.

Alla presenza dei figli, Giulio Francese e Claudio Fava, di rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze dell’Ordine, la mattinata ha dato ampio spazio soprattutto ai giovani degli Istituti superiori cittadini, protagonisti con i loro lavori e le loro riflessioni.

Il sindaco Francesco Italia ha sottolineato l’importanza di trasmettere esempi autentici alle nuove generazioni: «Francese e Fava hanno contrastato la mafia con la forza della parola. Il loro impegno deve guidarci nel rispetto delle regole e nella crescita civile».

Significative le parole di Claudio Fava, che ha invitato a evitare la retorica: «La parola “eroe” rischia di diventare un sarcofago. Erano persone normali che facevano bene il loro mestiere. Una normalità fatta di dignità e di responsabilità».

Sulla stessa linea Giulio Francese: «Mio padre ha fatto semplicemente il suo dovere, con passione e impegno civile. È questa l’eredità più importante, che tutti i giovani possono raccogliere».

La cerimonia, tra testimonianze e musica eseguita dagli studenti, ha ribadito un concetto essenziale: raccontare la verità, anche quando scomoda, è un atto quotidiano di libertà.

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Articolo condiviso dal sito web www.siracusanext24.it

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