Torna l’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 3:00 le lancette andranno riportate indietro alle 2:00. Un’ora di sonno in più, ma anche il ritorno del buio anticipato nel pomeriggio. L’ora solare resterà in vigore fino al 28 marzo 2026.
Gli effetti sul sonno
Per il nostro organismo è un cambio meno traumatico rispetto a quello di marzo, quando perdiamo un’ora. Dormire un’ora in più favorisce il recupero, ma nei giorni successivi possono comparire stanchezza, difficoltà di addormentamento serale e sbalzi d’umore legati alla riduzione delle ore di luce. Gli esperti consigliano di mantenere regolari orari di sonno e pasti e di esporsi alla luce naturale al mattino per facilitare l’adattamento del ritmo circadiano.
Il risparmio energetico: i dati Terna
Secondo le stime di Terna, nei sette mesi di ora legale dal 29 marzo al 25 ottobre 2026 l’Italia ha risparmiato circa 302 milioni di kWh, pari al fabbisogno annuo medio di 115 mila famiglie, con un beneficio economico di circa 80-90 milioni di euro e 142 mila tonnellate di CO2 in meno. Dal 2004 al 2025 il risparmio cumulato supera i 12 miliardi di kWh e 2,3 miliardi di euro. Un beneficio che però si è dimezzato negli ultimi 20 anni per la diffusione dei Led e di tecnologie più efficienti.
Verso l’ora legale permanente?
Il dibattito sul futuro del cambio d’ora resta aperto. Nel 2019 il Parlamento europeo ha votato per l’abolizione del meccanismo semestrale, lasciando a ogni Stato la scelta tra ora legale o solare permanente, ma la decisione è rimasta bloccata in Consiglio UE.
In Italia la Camera ha avviato un’indagine conoscitiva: Terna ha stimato che estendere l’ora legale anche ai mesi invernali potrebbe aggiungere altri 160 GWh di risparmio. Al momento, però, nessuna decisione definitiva: l’Europa non ha trovato un accordo e l’Italia continua ad applicare il doppio regime.
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