Un ponte tra la Sicilia e Lisbona. L’incontro con la comunità italiana in Portogallo

L’invito ricevuto da padre Sandro per portare la rappresentazione del Messaggio della Madonna della Salette nella chiesa di Nostra Signora di Loreto a Lisbona si è trasformato in un’esperienza che è andata ben oltre il semplice momento di evangelizzazione. È stata un’occasione preziosa per incontrare e conoscere da vicino la comunità italiana che vive nella capitale portoghese e nelle sue periferie, una realtà ricca di storie, esperienze e umanità.

La rappresentazione del Messaggio della Salette è stata accolta con grande partecipazione e calore. Molti italiani residenti in Portogallo hanno voluto essere presenti, vivendo quel momento come un’occasione per sentirsi nuovamente vicini alle proprie radici. L’emozione era palpabile: quando si vive lontani dalla propria terra, ogni occasione che richiama la lingua, la cultura e la spiritualità italiana diventa un momento speciale di condivisione.

Durante il soggiorno ho avuto la possibilità di ascoltare le storie di tanti connazionali che hanno scelto il Portogallo come nuova casa. Tra loro ho incontrato ex funzionari di banca che, una volta raggiunta la pensione insieme alle rispettive mogli, hanno deciso di cambiare radicalmente vita. Mi hanno raccontato come il costo della vita più contenuto permetta loro di vivere con maggiore serenità, dedicando tempo alle passioni, ai viaggi e alla scoperta del territorio. Nelle loro parole emergeva la soddisfazione di chi ha trovato un equilibrio fatto di tranquillità e qualità della vita, quasi come se ogni giorno conservasse il sapore di una vacanza.

Ho conosciuto anche una psicoterapeuta in pensione che continua a mettere le proprie competenze al servizio degli altri attraverso attività di volontariato e associazioni impegnate nel sostegno delle persone più fragili. Una testimonianza che dimostra come il pensionamento non rappresenti necessariamente una fine, ma possa diventare l’inizio di una nuova stagione di servizio e impegno sociale.

L’incontro con questa comunità è stato caratterizzato da una straordinaria accoglienza. Dopo la rappresentazione ci siamo ritrovati attorno a una tavola in un tipico ristorante italiano, dove non mancavano lasagne, caponata e altri sapori della nostra tradizione. Tra una portata e l’altra sono emersi racconti di vita, ricordi della Sicilia e progetti per il futuro. Ho percepito chiaramente come l’identità italiana rimanga viva e forte anche a migliaia di chilometri di distanza dalla propria terra.

Tra i temi affrontati durante le conversazioni è emersa anche una questione molto sentita: quella dei collegamenti aerei tra la Sicilia e il Portogallo. Molti lamentano la scarsità di voli diretti e la necessità di effettuare scali che comportano tempi più lunghi e costi maggiori. Sebbene negli ultimi tempi siano stati annunciati alcuni incrementi delle tratte disponibili, la domanda continua a essere superiore all’offerta. Una situazione che evidenzia ancora una volta le difficoltà che la Sicilia incontra sul fronte dei trasporti e dei collegamenti internazionali.

Questo confronto con la comunità italiana di Lisbona ha aperto davanti ai miei occhi una realtà che conoscevo poco. Ho scoperto persone che, pur avendo scelto di vivere altrove, continuano a custodire con orgoglio le proprie origini e a mantenere vivo il legame con l’Italia. Tornando da questa esperienza porto con me non solo il ricordo di una bella iniziativa di evangelizzazione, ma soprattutto la ricchezza degli incontri vissuti, delle storie ascoltate e dei nuovi orizzonti che queste persone mi hanno aiutato a scoprire.

In fondo, ho compreso che la distanza geografica non è mai sufficiente a spezzare il filo che lega una persona alla propria terra. E la comunità italiana di Lisbona ne è una splendida testimonianza.

Claudia GIBILISCO

Foto di Claudia GIBILISCO

 

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