Omelia su Mt 13, 1-23 – “Il seminatore uscì a seminare” di don Raffaele APRILE
Fratelli e sorelle,
“Il seminatore uscì a seminare”.
Con questa immagine semplice Gesù ci parla di Dio.
Dio è un seminatore che non si stanca. Esce ogni giorno e butta il seme dappertutto: sulla strada, tra i sassi, tra le spine, nella terra buona.
Non fa calcoli. Spera. Si fida. Perché il seme è prezioso: è la Sua Parola, è Cristo, è l’amore che vuole far crescere la nostra vita.
Ma il raccolto dipende anche dalla terra. E Gesù ci dice che ci sono 4 tipi di cuore:
1. La strada: è il cuore distratto. Senti ma non ascolti. La Parola arriva e subito se ne va, portata via dal rumore e dalle distrazioni.
2. Il terreno sassoso: è l’entusiasmo senza radici. Ti commuovi, ma alla prima prova tutto secca. Manca la preghiera che fa profondità.
3. Le spine: è il cuore occupato. Il seme nasce ma viene soffocato dalle preoccupazioni, dall’ansia, dal “non ho tempo”. Non sono cose cattive, ma se riempiono tutto, soffocano Dio.
4. La terra buona: è il cuore che ascolta, custodisce e mette in pratica. E fa frutto: “chi il cento, chi il sessanta, chi il trenta”. Dio non chiede a tutti lo stesso. Chiede a tutti il meglio.
Allora cosa ci chiede oggi il Signore?
Prima: lasciati seminare. Non dire “il mio cuore è troppo duro”. Porta qui le tue fatiche. Anche un solo versetto accolto può cambiare una giornata.
Seconda: diventa terra buona. Si lavora con la preghiera quotidiana, con il silenzio, con scelte concrete. Togliere le spine, togliere le pietre.
Terza: diventa seminatore anche tu. Non spetta a noi far crescere il seme. Spetta a noi buttarlo. Con un perdono, con una parola buona, con una testimonianza. Il resto lo fa Dio.
Il seminatore è uscito anche oggi. Ed è uscito per te. Chiediamo a Maria, la “terra buona” per eccellenza, di insegnarci ad accogliere la Parola e a farla diventare vita per gli altri.
Amen.
link
Foto dal Web;








