di Salvatore BISICCHIA
Jägerstätter nacque a St. Radegund (Austria) nel 1907. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale sfuggì al servizio nella Wehrmach. Era un contadino e aiutava in parrocchia da sagrestano. Quando nel 1943 arrivò un ordine di coscrizione, rifiutò di servire nell’esercito tedesco con un’arma, restando fedele al suo Credo. Fu imprigionato, torturato e infine condannato a morte dal Tribunale Militare del Reich. Il 9 agosto 1943, il trentaseienne fu decapitato a Brandeburgo.
Il suo “no” fu un atto fermo di fede e obiezione di coscienza, che lo portò a scegliere la morte mentre molti, per salvarsi, abbassavano lo sguardo e obbedivano. Franz è stato strumento di Dio, uomo di pace e autentico seguace di Francesco.
Dal carcere scrisse: «[…] così dobbiamo anche noi, che crediamo nel regno eterno, rischiare tutto al fine di ricevere là una grande ricompensa … Il segno più certo di chi segue Gesù si trova nelle azioni che dimostrano amore per il prossimo. Fare al proprio prossimo ciò che si desidera per se stessi è più che non fare agli altri quello che non si vuole sia fatto a sé … Felici quelli che vivono e muoiono nell’amore di Dio».
Attraverso l’arcivescovo Thomas Roberts, la vicenda di Franz Jägerstätter arrivò fino al concilio Vaticano II e aiutò i vescovi ad appoggiare la non-violenza e l’obiezione di coscienza.

Nel 1997 il processo di beatificazione fu ufficialmente aperto e nel 2005 il Vaticano lo riconobbe come martire. Nel 2007, l’obiettore di coscienza Jägerstätter, è stato il primo austriaco a essere beatificato. Le procedure furono supervisionate dal vescovo Manfred Scheuer.
Franz Jägerstätter, Terziario Francescano
Nel 1936 Franz Jägerstätter si sposò con Franziska Schwaninger. In questo stesso periodo si avvicinò al Terz’Ordine Francescano, anche sua moglie divenne francescana secolare. Franziska, con cui ebbe tre figli, sostenne sempre la sua decisione e preservò la memoria del marito fino alla sua morte nel 2013.








