Ritrovare la capacità di riflettere per non subire passivamente la rivoluzione digitale, contrastando il rischio di una costante manipolazione del pensiero e l’isolamento sociale. È questo il cuore del messaggio che l’Arcivescovo metropolita di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, delegato per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Siciliana (CESi), ha diffuso alla vigilia della 60ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali.
La ricorrenza si inserisce quest’anno sul tema “Custodire voci e volti umani”, titolo del messaggio firmato da Papa Leone XIV. Nel suo intervento, mons. Lomanto traccia una vera e propria guida in sette punti per orientarsi nel mondo digitale senza smarrire l’essenza dell’uomo.
Pur riconoscendo l’indubbia utilità della tecnologia e dei sistemi emergenti, l’Arcivescovo invita a mantenere un approccio sano che metta sempre al centro la dignità della persona. Il pericolo più grande, evidenzia il presule, è quello di barattare la comprensione e l’approfondimento in cambio di velocità ed emozioni istantanee.
«Il digitale ci invita a seguire il consenso – avverte mons. Lomanto – ed il rischio concreto e reale è una continua manipolazione del nostro pensiero. Ci ritroviamo sempre più in solitudine, dentro una massa di persone sconosciute che incontriamo nella rete, e sempre meno inclini all’incontro e al contatto con gli occhi e le parole dell’altro.»
Per invertire questa tendenza, l’Arcivescovo sottolinea l’importanza di valorizzare la personalità del singolo, il senso critico e la costruzione di amicizie profonde e reali.
Nel messaggio vengono indicati sette impegni concreti per governare l’innovazione tecnologica anziché lasciarsene travolgere:
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Riflettere e non subire: Ritrovare la capacità di analisi critica di fronte ai flussi di informazioni.
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Condivisione reale: Vivere la grazia dello stare insieme, superando l’abitudine di guardare individualmente uno schermo.
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Crescita personale: Sperimentare la gioia di crescere in umanità e conoscenza attraverso un uso sapiente degli strumenti digitali.
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Tutela della verità: Acquisire e trasmettere la percezione autentica della realtà, evitando distorsioni o alterazioni dei fatti.
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Responsabilità verso il futuro: Guidare attivamente l’innovazione senza sottrarsi alle proprie responsabilità sociali.
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Cooperazione: Costruire insieme e rendere effettiva una cittadinanza digitale che sia consapevole e responsabile.
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Educazione e criteri pratici: Educare le famiglie, le comunità e le associazioni a elaborare criteri pratici per una cultura della comunicazione più sana.
L’appello finale di mons. Lomanto è un invito a riscoprire la comunicazione come la verità più profonda dell’uomo, una bussola essenziale anche per gestire le repentine innovazioni tecnologiche.
«Custodiamo il volto di ogni uomo, la dignità della persona», conclude l’Arcivescovo di Siracusa, ricordando che solo partendo da questi presupposti è possibile affrontare concretamente la vita di ogni giorno, edificare relazioni umane e sociali basate sulla verità e guardare con realismo e speranza verso l’avvenire.
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