“Io sono il pane vivo” | Commento per la Domenica del Corpus Domini di don Raffaele Aprile

da Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

COMMENTO
“La mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda”. Nella santa Messa il popolo santo di Dio viene nutrito alla mensa della Parola di Dio e alla mensa del Pane Eucaristico. Non è raro il caso in cui o si deserta questa duplice mensa o si partecipa in maniera non cosciente venendo a mancare conseguentemente di quelle vitamine spirituali necessarie alla salute dell’anima.
Si cade in uno stato spiritualmente anemico.
Le cause sono molteplici: la Parola di Dio che viene ignorata, svuotata dal compromesso con la logica del mondo, la santa Messa nel giorno del Signore disertata con la conseguenza di privarsi di quella forza e di quella luce indispensabili per vivere da veri cristiani e non lasciarsi invaghire dai prodotti malsani che offre il mondo.

La chiesa non ha mai tralasciato di nutrirsi del pane di vita, prendendolo dalla mensa sia della parola di Dio, sia del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli” (DV 21).
Non cibarci del Pane Eucaristico, non dissetarci con il sangue di Cristo, è privarci della sua presenza nella nostra vita e indebolirci spiritualmente.
È auspicabile una attenzione e uno studio approfondito della Parola di Dio che prepari a partecipare alla mensa Eucaristica con consapevolezza e fede affinché possa avere una ricaduta nel vissuto quotidiano.
Il corpo e il sangue di Gesù sono il vero cibo e la vera bevanda, noi lo crediamo e con fede e amore vogliamo accostarci alla mensa Eucaristica, principio e fonte di unità dei cristiani.

“Il pane è uno solo, così noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane” (v. 17).
L’eucarestia non può essere mangiata da soli, deve essere condivisa con i fratelli della comunità. Questa condivisione, siamo chiamati a viverla nella fraternità che si realizza in quanto membra del corpo mistico di Cristo.

don Raffaele APRILE

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